Sir Joseph Banks e i cacciatori di piante

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Plymouth, Inghilterra, 26 agosto 1768: al comando del capitano Joe Cook salpa l’ Endeavour. Obiettivo ufficiale della spedizione è l’osservazione del passaggio di Venere da Tahiti; l’ esplorazione del Pacifico meridionale e la ricerca di nuove terre, forse un nuovo continente, sono in realtà le ambizioni di re Giorgio III e dell’ ammiraglio inglese. La Royal Society, la più prestigiosa organizzazione scientifica del regno, ottiene il permesso per uno dei suoi più giovani membri, il venticinquenne Joseph Banks, di prendere parte alla spedizione, con lo scopo di contribuire “alla promozione della conoscenza naturale”. Allievo di Harrow, Eton e Oxford, animato da una forte passione per le scienze, e per la botanica in particolare, oltre che dal gusto per l’ avventura ( ha già al suo avvio un viaggio in Labrador e Terranova), Banks è accompagnato da un seguito di sette persone. Lo svedese Daniel C. Solander, che per nove anni ha studiato a Uppsala con Linneo, è il suo assistente naturalista e segretario, mentre ai due artisti Alessander Buchan e Sidney Parkinson è affidato il compito della documentazione iconografica, ritraendo paesaggi, persone e animali il primo, le piante il secondo. Quattro servitori, infine, completano il seguito.

Banks si è preparato con scrupolosa cura e una spedizione così pericolosa e affascinante. I mari del sud non sono mai stati visitati da un naturalista e ciò entusiasma ancora di più il giovane membro della Royal Society. Una fornitissima biblioteca di storia naturale, attrezzi per la raccolta di animali e piante, reti e ganci per la pesca, coltelli, forbici…casse di bottiglie di alcol e sostanze chimiche per la conservazione dei campioni si affiancano a preziosi articoli ottici; un curioso telescopio che immerso in acqua consente di vedere in profondità un altro strumento per rilevare il profilo delle coste, microscopi utilizzabili sia per la biologia marina che per lo studio delle sezioni di insetti o di piante costituiscono l’ attrezzatura più sofisticata a disposizione dei ricercatori. È con questa strumentazione e con la consapevolezza di partecipare alla spedizione scientifica più organizzata del tempo che Banks si lascia alle spalle le coste inglesi.

Il primo scalo è a Madeira, il 12 settembre 1768, i successivi a Rio de Janeiro e nella Terra del Fuoco. Tutte e tre le tappe consentono alla raccolta di un ricco bottino: 200 artropodi, 329 piante, di cui 25 sconosciute sull’isola portoghese, esemplari di 315 specie botaniche a Rio e di 147 specie, tra cui Berberis Ilicifolia e Perezia magellanica, nella baia dei Successi. Tra uno scalo e l’ altro, sull’ Endeavour ferve l’ attività del ” laboratorio a bordo”. Joseph Banks e Daniel Solander si prodigano nell’ identificazione e nella descrizione, Parkinson disegna un campione opportuna talmente selezionato. Si procede alla classificazione secondo il metodo messo a punto da Linneo e si registra il nome locale dell’esemplare, talvolta annotando anche informazioni relative al luogo di raccolta.

Doppiato Capo Horn alla fine di gennaio 1769, il capitano Cook segue la rotta per Tahiti e a metà aprile l’ Endeavour è ancorato a Matavai Bay. Nell’incontro con la popolazione del luogo il ruolo svolto da Joseph Banks è fondamentale. E questo grazie alla sua innata affabilità un tratto caratteriale che, assieme alla generosità e un sereno equilibrio, lo accompagnerà per tutta vita. Vengono raccolti esemplari di circa 160 specie di pesci e di circa 308 specie botaniche. Palme , banani, patate dolci, i frutti di Spondias dulcis…attirano l’ attenzione di Banks che davanti all’albero del pane (Artocarpus altilis) si abbandona a sogni e progetti, sperando di poterlo un giorno introdurre in altre aree.

Intanto Cook e  l’astronomo Charleston Green si prepararono ad Osservare il passaggio di Venere che secondo i calcoli di Edmund Halley, proprio in quei giorni dovrebbe trovarsi tra la terra e il sole..ma perdono il quadrante perché sottratto dagli indigeni…partono quindi per la Nuova Zelanda, dove lo sbarco avviene ad ottobre. Incessante è l’ attività di Banks e Solander sulle isole. Altri preziosi esemplari botanici arricchiscono la collezione, tra cui il lino neozelandese, una particolare passiflora e molte felci; numerosi anche i reperti zoologi e i campioni di plancton. A questo punto del viaggio mezzo giro del mondo separa l’ Endeavour dall’ Inghilterra; l’ inverno australe e le precarie condizioni della nave e del suo equipaggio inducono George Cook a rinunciare al ritorno in patria e a seguire la rotta delle Indie orientali. Si procede così verso, l’Australia. Lo sbarco avviene il 28 aprile 1770 sulla costa sud est del Nuovo Galles del Sud. L’incontro con la ricchissima e sconosciuta flora australiana è entusiasmante, tanto da indurre Banks a chiamare l’attuale Sidney “Botany Bay” quella baia che lo vede freneticamente impegnato nella raccolta di campioni. Classificano, illustrano, descrivono tutto secondo il metodo linneiano arrivando alla definizione di specie e generi nuovi.

A tre anni dalla partenza, il 12 luglio del 1771 si conclude il viaggio di Joseph Banks a bordo dell’Endeavour. Mai, prima dall’ora, una spedizione aveva fruttato all’Europa un tale bottino scientifico. Per il settore botanico, non meno di 30000 esemplari, 110 nuovi generi, 1300 specie prima sconosciute non è soltanto la qualità del materiale raccolto a rendere preziosi i risultati della spedizione: il lavoro di Banks e del suo seguito consente di avere un quadro dettagliato della flora dei mari del sud prima degli insediamenti europei e americani. Le testimonianze di questa straordinaria impresa scientifica sono oggi conservate al British Museum di Londra, nel settore di storia naturale: i 18 volumi dedicati alla botanica contengono 269 tavole complete e 673 tavole incompiute. Fin dal 1761 lo stesso Linneo caldeggia la pubblicazione di risultati scientifici della spedizione in quanto consapevole della portata storica dell’ impresa voluta e coordinata da Banks. L’amico Solander si prodiga senza sosta: riordina la biblioteca di Joseph per facilitare l’accesso agli studiosi, lavora intensamente per identificare le piante del giardino reale di Kew, assieme al figlio di Linneo e collabora con Banks alla pubblicazione dell’ “Hortus Kewensis” curato da William Aiton, direttore del Kew Garden. Al ritorno dal viaggio con George Cook diviene sempre più assidua la frequentazione di Banks con Giorgio III, che ama passeggiare con lui nei giardini reali. Nominato baronetto e divenuto consigliere scientifico del sovrano, Banks dedica a Kew molta attenzione sopratutto da quando succede come direttore onorario a John Stuart. L’amicizia con il sovrano, l’alto prestigio di cui gode in patria e all’estero sia come botanico sia come presidente della Royal Society, gli consentono la realizzazione di molti progetti, libero da impedimenti burocratici e limitazioni finanziarie. È da ritenersi merito suo per esempio, il trasferimento a Londra della biblioteca e dell’Erbario di Linneo. La passione per la ricerca sul campo non si spegne, nel nostro personaggio, con l’avanzare dell’età e con l’insorgere della gotta, ma in lui lo spirito d’avventura e il piacere della conoscenza non sono mai stati disgiunti da un pragmatico realismo. Decide dunque di fermarsi a Londra, a quel tempo capitale della potenza più forte del mondo, e da li organizza e coordina spedizioni, raccogliendo a Kew le piante e i semi scoperti nei diversi continenti da giovani studiosi e giardinieri che proprio a Kew hanno fatto esperienza, da lui stesso addestrati e stimolati e i giovani lo amano profondamente, anche per l’onestà con cui li prepara ad affrontare i pericoli e gli imprevisti delle spedizioni. Tra loro figurano molti dei più famosi ” cacciatori di piante “. Come Francis Masson che a partire dal 1772 si reca due volte in Sud Africa poi nelle Canarie, nelle Azzorre, nelle Indie Occidentali e in ultimo nell’America del Nord dove muore per assideramento. A lui va il merito di aver introdotto nel continente europeo i pelargoni, le eriche del Capo e l’aloe.

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