ROGGIA DIOMA, MONTEVIALE
Sabato mattina, 25 marzo 2012, alcuni soci dell’Associazione Civiltà del Verde hanno effettuato una piacevole escursione lungo il percorso della Roggia Dioma, fiume di risorgiva che scorre nella campagna tra Vicenza e Monteviale, detta Piana del Biron. A farci da guida è stato l’esperto Mirco Corato, del Gruppo Partecipazione Monteviale che, assieme all’amico Girardo Gimona, ci ha illustrato le bellezze rurali e ci ha edotti sull’importanza della Roggia Dioma, tanto nel passato quanto ai giorni nostri. Essa scorre lentamente a fianco delle colline di Monteviale e dei Colli Berici, irrigandone il terreno. Nasce all’altezza della centrale elettrica delle Maddalene e si riversa nel fiume Retrone, a S. Agostino, dopo aver attraversato, intubata, la zona industriale di Vicenza.
Il luogo è ameno e interessante, sia per la svariata presenza di erbe officinali lungo l’argine, sia per l’elevata ricchezza di pesce nella roggia medesima.
Dentro alla roggia si sono potute ammirare molteplici piante acquatiche di nannufero, sugli argini svariate garzette e un airone cinerino, uccelli che hanno il nido poco lontano, tra la rigogliosa vegetazione dei boschi limitrofi.
Molto belli e ben conservati sono alcuni ontani, i carpini neri e un filare di tassodi sul ponte della Dioma che arricchiscono la bellezza del paesaggio rurale.
La campagna, un tempo paludosa, è irrigata dagli affluenti della Dioma e da altri corsi della zona ed è stata bonificata e resa produttiva, fin dal 1500, dalle molteplici opere di ingegneria idraulica, fatte costruire dai Signori Zileri, proprietari delle terre acquistate dai frati di S. Felice, che hanno fatto edificare nel passato una bellissima villa di campagna con parco monumentale di grande effetto prospettico . Vi si possono ammirare chiuse, manufatti per delimitare la potenza delle piene in quel luogo, ponti e ponticelli, la roggia Bagnara fatta scorrere sopra la Dioma per irrigare un altro versante della vasta campagna. Alcuni campi, ritenuti più umidi, erano stati persino coltivati a riso.
Concordiamo con il gruppo di Partecipazione Monteviale sulla necessità di salvaguardare questa campagna di periferia di città per il benessere della collettività, favorendo la creazione di un turismo diffuso e di prossimità, con percorsi di mobilità dolce che collegano la cintura cittadina. Ci piace pensare ad aziende agricole che propongono prodotti locali e all’incentivazione di lavori legati alla riscoperta delle tradizioni del luogo.



