Il tratto di pista ciclopedonale tra Longara e Debba, che scorre parallelo alla Riviera Berica, rappresenta, purtroppo, uno dei tanti esempi, in Italia, di cattiva realizzazione, in fase esecutiva, delle piste ciclopedonali bidirezionali, nonostante progettazioni spesso attente, per impossibilità o incapacità delle amministrazioni di acquisire gli spazi necessari a evitare che le dimensioni risultino eccessivamente ridotte rispetto all’uso previsto (vedi dimensioni piste di Bolzano in Alto Adige).


Lasciato il tratto precedente e distensivo – anche tra campi, casette, orti e siepi – ci si trova all’improvviso a venti centimetri (lo spessore del cordolo) dai TIR, dal traffico e dai gas di scarico della Riviera Berica, con a lato una selva di cartelloni pubblicitari brutti e disordinati che disturbano la visione generale, considerata la bellezza degli splendidi colli dall’altro lato della Riviera coperti altresì da un triste susseguirsi di capannoni vari e di edilizia di bassa qualità.
Dall’altra parte della pista, la canaletta Debba – a tratti tombinata, a tratti protetta da una rete mezza rotta ma nel complesso mal tenuta – contribuisce a una sensazione di desolazione, malessere e fastidio.
Percorrere la pista in questo tratto risulta un rischio per la salute, una sfida alle polveri sottili e ai gas, e sicuramente invita più di qualcuno a rinunciare alla bici o alla passeggiata per ricorrere più spesso alla propria automobile, contribuendo ulteriormente all’inquinamento.
Un gruppo di cittadini abitanti nella zona – fruitori quindi della pista in questione – insieme alla nostra associazione – ritengono possibile, fattibile e realizzabile un progetto di riqualificazione, purchè gli Enti interessati siano altrettanto convinti e determinati.
Bisogna infatti cercare di trasformare l’itinerario in un percorso dignitoso e piacevole, tra siepi, alberi, ombra e soprattutto ossigeno. Elemento che il verde ci regala in quantità a favore di  chi pedala o cammina.

OBIETTIVI

Gli obiettivi da raggiungere sono:
– L’attenuazione dell’impatto con la Riviera Berica grazie allo studio del verde e alla risistemazione della segnaletica
– La valorizzazione della canaletta nei tratti tombinati e negli altri
– La soluzione dell’accesso dei ciclisti ai Ponti di Debba-San Pietro Intrigogna o Casale, per un collegamento dignitoso con la ciclabile di Longare verso Noventa
– La creazione di un’alternativa pedonale da Debba e San Pietro Intrigogna, (che sono sprovviste di servizi), a Longara
– Il miglioramento dell’accesso alla Biblioteca Civica (succursale della Riviera) – attualmente disagevole per i ciclisti e pericoloso per gli automobilisti,- al fine di promuoverne e/o accrescerne l’utilizzo
– La valorizzazione della zona fluviale, molto interessante dal punto di vista storico-naturalistico, essenziale per promuovere veramente quella “Vicenza città dell’acqua” di cui I. Pizzetti parlava già nel 1993 (in occasione di uno studio sul tema “Il sistema fluviale di Vicenza: recupero e restauro ambientale”, organizzato dal Centro Studi A. Palladio in collaborazione con l’Università americana di Stanford)
– L’educazione e la sensibilizzazione dei giovani alla conoscenza e valorizzazione dell’ambiente in cui vivono, coinvolgendo la primaria Pertini, la Media Scamozzi nonché la scuola materna
– L’incentivazione dell’uso di questi percorsi per migliorare la socializzazione tra gli abitanti della zona, tenendo presente il grave problema delle difficoltà di attraversamento della Riviera
– La creazione di un gruppo di volontari per la manutenzione, così da favorire il senso di riappropriazione del territorio da parte dei cittadini.

Raggiunti tali obiettivi avremo ottenuto un ingresso verde e piacevole, un “biglietto da visita” in positivo, al territorio comunale di Vicenza.

PROGETTO

Per raggiungere gli obiettivi che ci siamo proposti il progetto dovrebbe prevedere i seguenti interventi:
– La creazione di una siepe di separazione della pista dalla Riviera, utilizzando “ligustro” o specie simili, comunque a bassa manutenzione e resistenti all’inquinamento, con dimensioni ridotte.
– L’impianto di alberi autoctoni (gelsi, noccioli, salici di fosso, robinie, bagolari, aceri campestri, ontani) su ambo i lati della canaletta, in filoni irregolari, per permettere lo sfalcio dell’erba, e di erbe palustri lungo le rive.
– La creazione di un sentiero pedonale sterrato sull’argine maestro del Bacchiglione, compreso l’impianto di alberi autoctoni; la prosecuzione del percorso, là dove l’argine si interrompe, lungo la stradina antistante le tre fattorie, sempre avendo cura di effettuare la messa a dimora di alberi per aumentare l’ossigeno e incrementare l’assorbimento delle polveri sottili e degli inquinanti dissolti in aria e migliorare l’aspetto paesaggistico.
– La creazione di un “parco verde” consistente in un prato stabile fiorito nel fondo del tratto tombinato del Debba, così da ridurre la manutenzione a due tagli l’anno (auspichiamo il rapido risanamento di questo tratto a tutt’oggi adibito a scarico fognario).
– La prosecuzione della pista ciclabile nell’attraversamento dei ponti di Debba in direzione Longare e San Pietro Intrigogna e Casale su sede sopraelevata e ben visibile rispetto al piano stradale.
– La valorizzazione del percorso fluviale a partire dalle chiuse di Debba, lungo il Bacchiglione, verso San Pietro, compreso il recupero della chiusa e della casetta dell’ex guardiano delle acque, per attività didattiche e di conoscenza dell’ambiente.
– La sostituzione dei cartelloni pubblicitari esistenti lungo questo tratto di Riviera con un unico cartellone multiplo o con una serie di pubblicità orizzontali, a terra, addossate alla siepe di separazione dalla pista.

Progetto in parternariato con: Gruppo Valorizzazione pista ciclabile Casarotto e Ambiti Fluviali

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