Scogliera di Lumignano ed Eremo di S. Cassiano

By lunedì, marzo 7, 2011 0 No tags Permalink 0

La Scogliera di Lumignano è un angolo dei Monti Berici di eccezionale valore per le sue rocce tipiche della barriera corallina e per le essenze botaniche rare, che si sono insediate grazie anche al particolare microclima. Vi troviamo un endemismo ormai esclusivo della scogliera di S. Cassiano, la Saxifraga berica.

Scrive il botanico naturalista Silvio Scortegagna: nell’ambito dei Colli Berici, il versante sudorientale ospita il più cospicuo contingente di taxa termofili. Il fenomeno si accentua nei dintorni di Lumignano e Costozza, dove la scogliera oligocenica affiora formando pareti verticali fortemente riflettenti e in grado di determinare un microclima caldo-arido.

Il significato della presenza di Muscari botryoides subsp. longifolium sui Colli Berici può essere evidenziato dalla correlazione con altre specie di notevole interesse fitogeografico presenti nella stazione o nelle sue immediate vicinanze.

Il più prestigioso tra questi taxa è certamente Saxifraga berica, unico stenoendemismo berico e vicentino.

Il plesso berico rappresenta un’importante stazione rifugiale per piante xerotermofile e calcicole.

La popolazione di Muscari botryoides subsp. longifolium è consistente ed estesa e popola diversi ambienti mostrando una buona adattabilità.

Inoltre, l’area nei dintorni dell’eremo di S. Cassiano, di proprietà del Conte Alvise da Schio, è gestita dalGruppo Speleologico «Proteo» di Vicenza, che ne cura una efficace sorveglianza.

L’Eremo di S. Cassiano incastonato nel mezzo di una strapiombante parete rocciosa, circondato da covoli e cenge sulle pareti, affacciato su uno splendido panorama, fu nel 1600 romitorio di alcuni eremiti. E’ visitabile la prima domenica del mese ed è gestito dal Gruppo Speleologico Proteo.

Si tratta di una facile escursione molto appagante (nota anche come sentiero dei Romiti) che, partendo tra le seicentesche ville di Costozza, conduce sulla dorsale del monte Brosimo. Quindi alla chiesetta di San Rocco per scendere a Lumignano per la valle di San Rocco e l’eremo di San Cassiano, oppure per il monte della Croce e la Val Fredda.
Si compie in circa 4 ore molto tranquille e un dislivello di circa 400 metri. Particolarmente consigliata in inverno e, soprattutto, in primavera.
Parcheggio nella piazzetta della villa Da Schio di fronte alla ‘Botte del Covolo’, una vecchia ghiacciaia oggi caratteristica osteria, a Costozza.
Circa 15 km. da Vicenza per la strada ‘Riviera Berica’ in direzione Noventa Vicentina. Superata Longare si svolta a destra per Costozza-Lumignano.
A fianco della villa si prende la caratteristica viuzza che successivamente si trasforma in ampia scalinata e conduce alla chiesa di San Mauro Abate.
Campanile della Pieve benedettina dell’XI secolo, chiesa rifatta nel ‘700 dall’architetto F. Muttoni. Bellissime visioni sulle sottostanti ville e sui covoli.
A fianco della chiesa una strada (vietata ai non residenti) sale verso il monte. Dirigere, invece, per la strada verso nord-est (a destra dallo sbocco della scalinata), in direzione Longare, per un centinaio di metri dove verso sinistra parte un sentierone roccioso che s’inoltra nella fitta boscaglia e guadagna riapidamente quota sbucando sulla stradina (ora sterrata) -citata prima- che sale da San Mauro.
Seguire la stradina, molto frequentata dai bikers del vicentino e padovano, fino ad un ampio tornante verso destra, dove il panorama si fa molto aperto e offre splendide visioni sulla pianura tra la riviera berica, il gruppo collinare di Montegalda e i Colli Euganei. In basso sulla sinistra (sopra Longare) si può vedere il colle con la torre (forse un ex roccolo) nota come Torre di Galileo Galilei, che da qui osservava il cielo quando era ospite dei Da Schio-Trento.
Dal tornante una breve variante per andare a visitare il curioso Ponte Marmurio, un ponte naturale di roccia.
Ritornati al tornante si continua a salire per la stradina superando una casa sulla sinistra fino ad un secondo tornante verso sinistra. Subito dopo sulla destra una stradina erbosa s’inoltra nel bosco. La si segue per un centinaio di metri arrivando ad un bivio. Andare verso sinistra per arrivare ad uno slargo di dolina dove un anfratto roccioso è noto come Covolo di Santa Tecla. Proprio sopra la banca rocciosa vi è un gruppo di case. Si segue la stradina che ritorna nuovamente sulla strada principale proprio a fianco del recinto dell’area militare che cinge la sommità monte.
Continuare lungamente per la strada, ora asfaltata, che gira tutt’attorno all’area militare, quindi svolta decisamente verso sinistra trovandosi completamente immersi nella tipica boscaglia dei berici.
Superata la sella con cippo confinario (noto come ‘La bella donna’) si passa in Comune di Arcugnano e poco oltre si vede la chiesa di San Rocco sul colmo di un piccolo rilievo che si raggiunge direttamente con una scorciatoria.
La chiesetta e l’annessa casa colonica sono in abbandono, vicino si trova un interessante roccolo quasi sommerso dagli alberi non più curati.
Scendere fino al bivio (capitello di San Rocco) sulla strada della dorsale di Villabalzana. Andare verso sinista lungo la strada (attenzione: auto e moto…) per qualche centinaio di metri fino a dove si dirama sulla sinistra via Vescovana.
Scendere per stradina sterrata di via Vescovana per qualche centinaio di metri finché sulla sinistra si dirama una mulattiera.
Si deve decidere se scendere a sinistra per la verdeggiante valle di San Rocco per sbucare nei pressi dell’Eremo di San Cassiano oppure continuare fino alle case Vescovane quindi, verso destra, salire brevemente al Monte della Croce (sopra le pareti di Lumignano) e da qui scendere (verso destra) al fondo della valletta di Fontanafredda e quindi a Lumignano.
Entrambi i percorsi sono interessanti.
Se si scende verso San Cassiano, dal bivio della diramazione per l’eremo anziché scendere direttamente a Lumignano si può prendere verso sinistra e attraversare per le interessanti grotte del Brojon.

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