Serre di Parco Querini – convegno

By venerdì, dicembre 13, 2002 0 No tags Permalink 0

Nel dicembre 2002, è stato organizzato a Vicenza un convegno sul tema delle Serre di Parco Querini.
Dal primo appuntamento del 1999, un primo stralcio di lavori era stato portato a termine, con il restauro del tempietto e delle statue grazie alla collaborazione pubblico-privato.
Risultato conseguito anche grazie all’architetto Emilio Alberti.
Successivamente, l’attenzione e l’impegno dell’associazione  Civiltà del Verde si indirizzano alle serre ottocentesche, purtroppo da molto tempo lasciate nel più totale abbandono, nonostante fossero – e potrebbero ridiventarlo – uno degli elementi più qualificanti del parco.
Secondo l’indagine di archivio, le serre sono nate intorno agli anni 1812/14, subito dopo la demolizione del convento delle Clarisse.
Antonio Capra, da poco ereditata la casa paterna in contrà S. Marco, volle ampliare la sua proprietà e acquisì nel 1811 il soppresso convento delle monache di Araceli, lo fece in parte demolire per creare un giardino con una struttura per la custodia degli agrumi, dei fiori e delle primizie, fabbricato che compare già nella Mappa napoleonica del 1814. Certamente queste serre devono aver goduto di un periodo di gran prestigio, se Jacopo Cabianca nel 1855, descrivendo la bellezza del giardino, delle piante, dei fiori, parla di serre abbandonate che “il giovine proprietario [Antonio Barbaran Capra] par che voglia tornare in onore”.
Per le caratteristiche stilistiche e le tecniche di riscaldamento, alcuni studiosi tendono ad attribuire le serre del Querini a Giuseppe Jappelli, ipotesi certo plausibile, anche se non suffragata da documenti, considerata la circostanza che in quegli anni egli già operava a Padova e a Bassano nell’ambito dell’amministrazione napoleonica come ingegnere idraulico e architetto dei giardini, e che a Vicenza poteva contare sulla stima e sull’amicizia di Paulo Artico, ingegnere nel Regio Corpo di Acque e Strade. Del resto vari elementi del Querini, il laghetto, la montagnola con il tempietto, le vedute inglobate della città, appaiono come suoi motivi-firma, e il sistema idraulico del parco denunzia la presenza di una mano indubbiamente esperta.
Lo stato in cui versano attualmente le serre esige con urgenza un piano di recupero.
Questo convegno ha avuto la caratteristica si divulgare la loro storia alle amministrazioni ed ad un largo pubblico, facendone conoscere la peculiarità e l’importanza per quanto attiene alla fisionomia del giardino, ma anche proponendo di affrontare il loro restauro e riutilizzo con l’apporto di esperienze ed esempi significativi.

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