Le serre di Parco Querini rifioriranno!

Siamo arrivati 2°  al Bando Partecipativo del Comune di Vicenza.Ringraziamo tutti coloro che hanno votato il nostro progetto  e hanno così partecipato attivamente al recupero di un parco monumentale e delle sue serre.

eccovi l’articolo del GDV del 20/7/2016

Serre del Querini
sport e area giochi
I progetti dal basso

Le serre di Parco Querini

Le serre di Parco Querini
Hanno vinto l’aggregazione sportiva, il verde monumentale e il gioco dei bambini. Ovvero: Laghetto, parco Querini e la scuola Malfermoni. È qui che saranno realizzati i tre progetti arrivati in vetta alla classifica del bilancio partecipativo. Per il Comune una prima assoluta che ha visto la partecipazione di 4.710 “elettori”. Tanti si sono espressi sulle 32 idee progettuali in corsa per aggiudicarsi una parte del tesoretto di 300 mila euro che palazzo Trissino affiderà alla gestione diretta dei cittadini. E così dopo la fase dell’elaborazione dei contenuti, si è chiusa quella del voto con la classifica finale, resa nota ieri mattina dall’assessore alla partecipazione Annamaria Cordova.

SPARTIZIONE A TRE. In un’affollata sala Stucchi c’erano molti dei proponenti: singoli cittadini o associazioni autori dei progetti in gara. Ma in pochi ce l’hanno fatta e potranno contare sulla realizzazione delle loro idee per il 2017. La regola stabilisce che si scorra la graduatoria fino all’esaurimento dei fondi disponibili. Così sul podio sono finiti in tre: il circolo Noi San Giovanni Battista di Laghetto, che ha totalizzato 789 preferenze con la proposta di riqualificare gli spazi esterni dell’associazione, creando una piastra polifunzionale per lo sport e le attività ricreative, per il valore di 86.200 euro; l’idea di Civiltà del verde per la riqualificazione delle serre ottocentesche di parco Querini (con 690 preferenze) e un costo di 150 mila euro. Infine, supera la prova anche la scuola dell’infanzia Malfermoni di contrà della Misericordia che ha confezionato la richiesta di riqualificare l’area gioco del giardino dell’edificio scolastico, soggetta a ristagni di acqua piovana, fornendo nuove strutture ludico-motorie. A questo progetto, la cui spesa prevista è di 80 mila euro, sono andati 683 voti. A qualcuno non sarà sfuggito che la somma dei tre progetti oltrepassa il budget fissato in 300 mila euro. Esattamente di 16.200 euro. Ma c’è una soluzione all’orizzonte, di cui è lo stesso sindaco Achille Variati a farsi garante: «Porterò la questione in Consiglio comunale per chiedere il completo finanziamento dei progetti vincitori». Anche per gli altri c’è una speranza: «Non abbandoneremo chi non ha vinto – spiega Cordova -. Solleciterò i miei colleghi, della mobilità e cura urbana, ad avere un occhio di riguardo anche per le altre proposte». Tra i primi esclusi, c’è il progetto per un defibrillatore a San Lazzaro e la riqualificazione di parco Retrone.

I PROTAGONISTI. Non si aspettava la vittoria Giovanni Previtali, portavoce del circolo Noi di Laghetto, oltre 900 soci: «Il progetto è così importante per noi che lo avremmo realizzato anche senza il bilancio partecipativo, rimboccandoci le maniche. La comunità di Laghetto attende da tempo il riordino dell’area del vecchio campo da calcio, dove ora sorgerà una piastra polifuzionale per il basket e altre attività sportive e ricreative», che riceve anche il plauso del Comitato Vicenza città europea dello sport 2017: «Questo voto è un’ulteriore dimostrazione che nella nostra città c’è tanta voglia di sport». Per Romana Caoduro di Civiltà del verde, veder risorgere le serre di parco Querini, abbandonate negli anni Ottanta, è una soddisfazione doppia, perché «il progetto di riqualificarle affonda le radici nel 2009 e poi si è arenato. Ora restaurarle è un segno di responsabilità verso il passato e verso il futuro». Anche l’idea di rifare il look al giardino della Malfermoni parte da lontano, spiega l’insegnante Vanda Naldini: «Per noi ha più significati: Cura del verde e riconoscimento del valore del gioco per i bambini. E chissà che un domani il giardino possa aprire a tutta la cittadinanza».

Laura Pilastro

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