Museo del verde

By martedì, luglio 8, 2014 0 No tags Permalink 0

Museo del verde alle ex serre del Querini – Giornale di Vicenza

Approvato un innovativo progetto elaborato dall’arch. Emilio Alberti e ispirato a villa Pisani di Stra. Previsti spazi espositivi, un caffè con shopping point, laboratori pensati per le scuole e una mostra dedicata al parco

17/06/2010

Vicenza. Un museo del verde alle vecchie serre di parco Querini. L’idea è al centro di un progetto elaborato dall’arch. Emilio Alberti e offerto al Comune dall’associazione “Civiltà del verde” guidata da Romana Caoduro. L’assessore ai Lavori pubblici Ennio Tosetto ha ottenuto il via libera dalla giunta. L’operazione di restauro e metamorfosi, ispirata alle serre di villa Pisani a Stra, costerà 740 mila euro, da raccattare battendo ogni canale, compresa la colletta popolare.
LA STORIA. Le indagini condotte dai promotori fanno risalire la nascita delle serre intorno al 1812, poco dopo la demolizione del convento delle Clarisse annesso ad Araceli: Antonio Capra acquisì l’area per ampliare la proprietà di San Marco e creò un giardino con una struttura per la custodia degli agrumi, dei fiori e delle primizie. Come si legge nella relazione tecnica «per le caratteristiche stilistiche e le tecniche di riscaldamento, alcuni studiosi tendono ad attribuire le serre del Querini a Giuseppe Jappelli, che in quegli anni già operava a Padova e Bassano nell’ambito dell’amministrazione napoleonica come ingegnere idraulico e architetto dei giardini».
IL DEGRADO. Smarrito lo splendore degli anni d’oro, le serre sono lentamente scivolate in una condizione di degrado, accelerato da crolli che hanno compromesso la struttura situata tra il tempietto e l’ingresso di viale Rodolfi. «È urgente il recupero delle serre – si legge nella delibera approvata dalla giunta – pena la perdita di un importante documento storico e di una architettura significativa e suggestiva di un parco di inizio Ottocento».

LA RINASCITA. La soluzione progettuale di Alberti – analizza l’assessore Tosetto – cerca in primo luogo di mantenere il più possibile le tracce storiche, portando le serre a diventare museo di se stesse, e in secondo luogo a riconsiderare lo spazio attorno per collocare quelle funzioni necessarie all’accoglienza di attività didattiche e culturali, una caffetteria, uno shopping point per la vendita di libri e gadget, servizi igienici, una guardiola per la sorveglianza. La serra fredda potrà accogliere attività culturali e laboratori con i ragazzi, mostre, esposizioni e vendita di fiori e piante particolari. La serra calda diventerà luogo museale.
LA TORRETTA. Secondo Tosetto la torretta dietro le serre potrà essere trasformata in uno spazio per gli incontri culturali, botanico-giardinistico-ambientali. La piccola serra trapiantatoio e la lettiera esterna si candidano invece a ospitare attività di ortoterapia in ambito didattico e riabilitativo. Materiali e tecnologie del restauro saranno ispirati a bioedilizia con l’impiego di energie alternative: ad esempio, fotovoltaico e geotermia.

Gian Marco Mancassola

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