Peonie, mon amour!

inevitabile! Ogni anno, in questa stagione, si deve parlare di peonie almeno una volta. Nel campionato delle bellezze floreali, il primo posto è spesso vinto dalla classica rosa, ma i tifosi delle peonie non demordono. Quello che potrebbe sembrare un difetto della bellezza cinese, ovvero la fioritura circoscritta a un breve periodo – da metà aprile a metà maggio – si può leggere anche come un pregio, un invito a saper aspettare le cose speciali della vita. E a goderne appieno, senza rimpianti. Come ricorda il poeta cinese Bai Juyi nel suo Rammarico per le peonie: «Sono addolorato per le peonie prima dei gradini, così rosse,/alla sera ho scoperto che solo due sono rimaste./Una volta che i venti della mattina avranno soffiato,/di certo non sopravviveranno,/la notte le guardo alla luce della lampada,/per custodire quel rosso che sta svanendo».

Così, nella filosofia dell’attesa vive Luoyang, una delle sette città imperiali della Cina, situata vicino al Fiume Giallo, nella provincia dell’Henan. La città ha accolto nella sua storia ben 13 dinastie che hanno sempre considerato la peonia la regina dei fiori, simbolo di bellezza e di eleganza. Grazie a questa venerazione, ancora oggi Luoyang è considerata il luogo più importante della Cina per l’affascinante fiore. Ogni anno, in questa stagione, si tiene un festival internazionale, un vero paradiso in terra per gli appassionati che possono immergersi in fioriture eccezionali di ogni specie e colore. Le piante hanno nomi come Rossi bagliori del sole, Fenice blu dalle ali spiegate, Vestito della ragazza adolescente. Le varietà più rare e preziose sono sempre state molto costose, tanto che le peonie facevano spesso parte della dote delle fanciulle più nobili. In Cina, si narra che l’imperatrice Wu Zetian, per un capriccio, domandò ai suoi giardinieri di poter vedere le peonie fiorite, anche se era pieno inverno e le aiuole erano coperte di neve. Visto che il suo desiderio si dimostrò irrealizzabile, presa dalla collera, ordinò che tutte le peonie del giardino venissero bruciate. Ma, a primavera, le piante ritornarono a fiorire come prima. Per questo vengono chiamate Fiori eterni.

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