Il Parco Querini, un parco storico alla deriva

Un parco storico quale il Parco Querini, vincolato dalle leggi di tutela 1089/1939 e 1497/1939, riconosciuto per il suo valore monumentale dal punto di visto storico- artistico e naturale, oggi versa in condizioni che non esitiamo a definire disastrose. E ciò non può non essere considerato un segnale molto negativo per tutta la città: un danno di immagine per il nostro patrimonio culturale e un danno più profondo di cui l’Amministrazione non sembra accorgersi o non volersi accorgere. E non si imputi questa situazione a un problema di scarsezza di risorse.
L’associazione “Civiltà del Verde” che da sempre ha a cuore le sorti di questo parco e che si è impegnata fattivamente per la sua tutela e la sua corretta e rispettosa valorizzazione, da anni segnala il continuo peggioramento della situazione di degrado del parco, degrado che va a vanificare anche gli importanti interventi di recupero messi in atto una decina d’anni fa.
L’ultima nostra azione è dell’ 11 febbraio scorso: con una lettera indirizzata agli assessori Nicolai (la responsabilità del parco è inspiegabilmente in capo all’assessorato allo sport come se si trattasse di una grande palestra a cielo aperto) Balbi (lavori pubblici e cura urbana e verde pubblico), Dalla Pozza (urbanistica e verde) e Bulgarini (crescita di cui la cultura evidentemente è un’ancella) abbiamo lanciato l’ennesimo grido d’allarme:
“Il Parco Querini, sito storico, un gioiello verde nel cuore della città (…) oggi è ridotto a un pollaio, pieno di galli, galline, anatre, conigli all’infinito che corrono ovunque, nutrie che sguazzano tranquille e tartarughe esotiche, ora in letargo sotto la melma della peschiera! Una peschiera erosa dall’acqua, ma soprattutto dagli animali, dei vialetti pieni d’acqua e di fango, privi di manutenzione, rami e tronchi caduti e in abbandono, piume e sterco ovunque.

Un degrado totale. Una grave mancanza di igiene.
Ma ancor più grave (…) giovani alberi di nuovo impianto, già significativi di dimensioni, con la corteccia completamente divorata, destinati a morte già dalla prossima ripresa vegetativa.
Non solo: spaccio e prostituzione a vista d’occhio e una sorveglianza fantasma, eppure pagata.
Questo è il Querini di oggi, dopo le tante denunce fatte anche dall’Associazione che rappresento, le raccomandazioni, le cure prestate, la sensibilizzazione che si è cercato di operare.
Vicenza non è in grado di custodire e assicurare la manutenzione e il controllo di ciò che ha e di così grande rilievo come i parchi storici cittadini.
Questa situazione è inaccettabile, indegna e di grave responsabilità.
Chiediamo con urgenza entro la settimana in corso un incontro per affrontare la situazione e prendere dei provvedimenti, subito. Altrimenti ci vedremo costretti a farlo diventare un caso nazionale di incuria in una città Patrimonio dell’Umanità.”

Contestualmente abbiamo inviato segnalazioni all’ULSS e alla Polizia Comunale, abbiamo richiesto incontri, ma ancora nulla è stato messo in atto, malgrado le dichiarazioni di impegno a risolvere con determinazione le ragioni che stanno a monte del degrado (inadeguata cura, sorveglianza più che lacunosa, nessuna considerazione del valore monumentale del luogo) e che causano tutto ciò che i giornali locali hanno registrato.
Ora l’attenzione dei media si concentra sugli animali: qualcuno dice che quelli presenti sono frutto di cittadini che abbandonano gli animali acquistati per diletto e che non possono o non vogliono più tenere a casa. E gli animali si moltiplicano e producono le colonie di animali semiselvatici che possiamo tutti vedere. Poi ci sono cittadini che per gioco o per noia si accaniscono sugli animali: un atteggiamento grave e frutto di male educazione, di insensibilità profonda. A tutto questo, come abbiamo già detto, c’è un parco abbandonato a se stesso, che ormai le persone non frequentano più perché mal tenuto, poco sicuro: un luogo degradato, come tanti altri, e che invece dovrebbe essere un fiore all’occhiello del nostro patrimonio culturale, un’attrazione anche turistica: per quel turismo culturale vero ed educato alla bellezza.
Ma non limitiamoci alla denuncia che sembra più una noiosa lamentazione. Andiamo tutti un po’ più a fondo delle cose e domandiamoci se: 1) chi ha vinto l’appalto per la sorveglianza del parco ha le qualifiche per svolgere a pieno il proprio compito; 2) se adempie in modo corretto gli impegni assunti; 3) chi all’interno dell’Amministrazione comunale ha il compito di sorvegliare questi aspetti: il rispetto degli impegni amministrativi; la cura adeguata del luogo; la necessità di interventi per garantire la sicurezza, l’igiene e il decoro.
Le nostre denunce non possono fermarsi: questo è il nostro impegno per un luogo che merita un’attenzione pari a qualunque altro monumento cittadino, perchè è un monumento.
Chiediamo il rispetto degli impegni contrattuali da parte di chi si è candidato a svolgere il servizio; chiediamo all’Amministrazione di non essere colpevolmente latitante e di garantire che i soldi dei cittadini non vengano sprecati; chiediamo alla cultura cittadina di guardare alla città con maggiore impegno, di essere presente oltre ai vernisage delle mostre e agli eventi di richiamo; chiediamo ai cittadini di condividere con noi l’impegno di segnalare i danni, il degrado, le azioni di vandalismo.
Avere cura di Parco Querini significa dare la possibilità a tutti gli spazi verdi della città di uscire dal dimenticatoio: la città non è solo cemento, asfalto. La città non è solo arricchimento economico, affari. La città è la casa degli uomini, il luogo dove una società cresce, dove si coltivano le aspirazioni e dove ci si incontra condividendo cultura, esperienze. La città non è di chi la governa ora. La città è di tutti e chi la governa ha una responsabilità in più. La deve dimostrare.

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